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Atti convegno CEI
Case per Ferie. Segno e luogo di speranza

PRESENTAZIONE

Mons. Carlo Mazza
Direttore Ufficio Nazionale CEI per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport


Il 2° Convegno Nazionale sulle “Case per Ferie” (Roma, 13-14 marzo 2007) dal tema: “Case per Ferie. Segno e luogo di speranza” è accaduto come un “evento di grazia” – mi sia concessa la licenza di un’iperbole! – nel senso che il complesso “vissuto” dello specifico “convenire” ha procurato ai Partecipanti un’esperienza di intensa partecipazione, di autentica comunione di spirito.
Per questa ragione superiore e unica, mi piace presentare questi “Atti” come fossero una realtà a tal punto unitaria e organica che difficilmente si spiegherebbero una purchessia suddivisione asettica di tempi e una convenzionale “correzione” del linguaggio usato in termini di rifinitura tecnico-letteraria. Così facendo si andrebbe a scalfire la bellezza della “familiarità” raggiunta nei giorni del Convegno e a formalizzare gli interventi, derubandone l’empito comunicativo, ricco di preziosa e simpatica spontaneità discorsiva e, direi, affettiva.
Perciò ci si è preoccupati di lasciare i “discorsi” più sciolti possibile, senza interferenze ed eccessivi “burocratismi”  linguistici. Ciò fa un servizio alla lettura dei diversi contributi e facilita la “full immersion” nel “clima” del Convegno, per altro molto apprezzato dai Partecipanti, del tutto omogeneo con lo stile e il profilo dell’ “oggetto” in causa, trattandosi appunto di “Case” per ferie, come ha ben intuito e detto il Vescovo Marcello Semeraro nella “Conclusione”.

Di queste “Case” infatti si tratta e per la seconda volta nel giro di poco più di due anni. Il comparto “Case per ferie”, apparentemente di nicchia, come si usa dire, di fatto suscita ed esprime una singolare vivacità di “interessi” che riguardano situazioni “istituzionali”, inerenti al campo “ecclesiastico” e all’ “associazionismo” cattolico, di particolare attualità sia per i risvolti di “uso di immobili”, sia per l’innesto nei flussi di pellegrinaggi e di vacanza e, più estesamente, nel movimento generato dal cosiddetto “Turismo Religioso”.
Come è ben visibile dal prospetto del “Programma”, il Convegno si dispiega lungo uno schema strutturale di quattro “Relazioni”, tese a sviluppare l’assunto del tema, e cioè l’intenzione di enucleare l’identità delle Case per ferie nell’orizzonte semantico di “segno e luogo di speranza”, secondo la luminosa intuizione procedente dal IV Convegno Nazionale Ecclesiale di Verona (16-20 ottobre 2006) incentrato sul tema: “Testimoni di Gesù Risorto. Speranza del mondo”.
La “speranza” dunque come idea generatrice e motivazionale generale, vista e praticata come “segno” nel “luogo” di accoglienza, propriamente riferito alle “Case per ferie”. La proposta in sé audace non poteva non apparire come un’autentica “sfida” ai Responsabili e ai Gestori delle Case stesse. Proprio così è avvenuto, proprio così è stata accolta, con responsabilità e con ritrovata passione operativa e spirituale.

Di fronte ai dati positivi e ai diversi problemi emersi dal Convegno, si aprono nel presente e nel futuro nuovi ambiti di responsabilità che riguardano nuove opportunità di azione, esigenze di innovazione, spazi di “imprenditorialità” sociale, ma nel contempo anche nuove frontiere per la missione evangelizzante, secondo quei criteri che abbiamo ripreso, con riconoscenza e stupore, dal Discorso di Benedetto XVI al Convegno di Verona. Le “parole” del Santo Padre infatti bene si addicono anche all’impegno dei cattolici, religiosi e laici, che dedicano intelligenza e passione evangelica in questo settore dell’ospitalità.
In tal modo si è potuto evidenziare un collegamento tra il 1° Convegno Nazionale (“Le Case per Ferie in un mondo che cambia: una risorsa per l’evangelizzazione, la cultura e la società”) e questo 2° Convegno. Certamente si è acquisita una più competente consapevolezza della funzione, del ruolo, dell’identità e delle finalità delle Case per ferie. Appare in atto un processo accrescitivo che avviene per maturazione lenta ma costante. Esso rivela una sorprendente capacità di assumere responsabilità, di vedere con lungimiranza, di progettare una prospettiva nel comprendere la realtà di quel “movimento turistico” che incontra l’“ospitalità spirituale” gestita da istituzioni cattoliche e da enti religiosi. Così si può intravedere anche una funzionalità e una chance pastorale, e si legge meglio la necessaria correlazione con le leggi di settore sia di ordine fiscale, che legale e organizzativo.

Gli Atti qui pubblicati stanno a testimoniare un impegno che va oltre le contingenti precarietà e guarda, attraverso un’ottica più culturale e più aperta alle attese di una Chiesa missionaria, ad un servizio che sia espressione di amore all’uomo itinerante, assetato di verità e di accoglienza fraterna.


 Case per Ferie. Segno e luogo di speranza
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